Obscure Killers. In-store-only

Per coltivare l’indipendenza e l’autonomia, quest’anno le limited edition da Record Store Day, le abbiamo preparate direttamente noi in collaborazione con Riccardo Vaccari.
Classe ’93, analog boy ma soprattutto maniaco del digging, quello più sfrenato, ossessivo, affascinante: puntiglioso ma l’accumulo è un’altra cosa.
Quando lo incontro è sabato sera, siamo su Viale Carducci, l’utilitaria è in sosta con le quattro frecce. I vinili sono in un sacchetto di plastica nero, peserà al massimo due chili eppure quell’imballaggio è più che sufficiente ad aumentarne il mistero.
Il concetto è semplice ma efficace: release fine ’80, metà ’90 e primi anni zero.  Electro, techno sperimentale, downtempo, l’house solo quella che osa. Per labels e artisti meno informazioni si hanno, meglio è.
Il campo si restringe ancora di più con l’ultima ma fondamentale regola: devono essere obscure.
In Riccardo, quando ne parla, trapela una leggera preoccupazione e l’azzardo che questa passione implica, ma al tempo stesso trasmette l’amore incondizionato che prova per il suo sesto senso e quindi per i dischi stessi.
Obscure non si riferisce al suono, ma alla sorte che è toccata a queste release, abbandonate in qualche warehouse, spesso stampate in poche copie, a volte finite nelle mani del distributore sbagliato.
Vent’anni dopo, in modo esageratamente timido, ritornano ancora impolverate a conquistare l’attenzione e il desiderio di qualcuno. Succede che, quando DJ, collezionisti, clubber  nostalgici decidono di sbarazzarsi di vecchie collezioni, compaiono in vendita su Discogs, eBay o in qualche mercatino delle pulci.
L’interesse si rivolge a piccoli elementi essenziali come la copertina, il titolo, il centrino, il nome dell’artista e il nome della label. Dischi che soltanto attraverso questi particolari, appaiono visionari.
La scatola chiusa, o il sacchetto in plastica nero, aumentano il fascino che già di per sé esercitano. Tanto che, negli ultimi anni, cresce online una community di diggers. Community a sua volta obscure.
Lavora nel sottosuolo di Discogs, riservata a pochissimi, scova ma tiene per sè. Non è fanatismo, ma ricerca di esclusività, valorizzazione e unicità.
Gli scambi fra gli utenti e gli snippet si muovono velocemente su Whatsapp o Telegram tanto che, durante l’era di Soundcloud, qualcuno sembra tornare agli anni d’oro dei vinyl shop: quando gli ordini si effettuavano con la rete telefonica.
Reticenza su titolo e artista, invece si parla coi Paesi, con gli anni e soprattutto con le suggestioni.
La trafila termina  con il corriere e di nuovo una scatola chiusa.
Ma stavolta percorre qualche chilometro in più. Nonostante il centro di Bologna sia vicino, non entra, rimane su Porta Mazzini.
Da sabato 21, in occasione del record store day, arriva fino a Sante Vincenzi 2/A.
E ci rimarrà per un po’.
Una decina di titoli, ascoltabili ed acquistabili solo in store.
Nuove uscite,  non solo in senso cronologico, ma sopratutto da pensare come riscoperte, rinascite.